Le modalità didattiche sono state innovative e partecipative.
Esse si sono avvalse di presentazioni, video, interviste, piattaforme web interattive, infografiche in una modalità altamente interattiva.
La prova finale si è svolta organizzando un dibattito su un tema di attualità a scelta degli allievi, secondo la metodologia del gioco delle parti, dove gli allievi scelgono quale stakeholder rappresentare, in modo da simulare un contesto reale di discussione, adottare tecniche di negoziazione e trarre le conclusioni.
I temi trattati sono stati organizzati in 5 macro ambiti: la crisi climatica, l’economia circolare, la sostenibilità, i nuovi modelli socio-economici e democratici per la transizione ecologica, l’innovazione e la giustizia climatica.
Il corso ha approfondito temi più istituzionali uniti a delle prospettive innovative e dal basso: gli strumenti economico- finanziari per affrontare la crisi climatica sono stati affiancati da un approfondimento del ruolo dell’attivismo climatico.
Ugualmente la sostenibilità è stata affrontata analizzando l’Agenda 2030 e i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, con le azioni “corporate”, gli elementi di forza e debolezza delle certificazioni e il ruolo dei cittadini.
Nell’affrontare i limiti dell’economia convenzionale, si è dato spazio ai diversi significati di decrescita, ai limiti planetari e alla teoria dell’economia della ciambella ma anche a forme di eco-democrazia dal basso, tra cui quelle sperimentate in Francia.