Londra 10 maggio 2023
Filiere mondiali e deforestazione
“Fino ad oggi, gli scaffali dei nostri supermercati si sono troppo spesso riempiti di prodotti coperti dalle ceneri di foreste pluviali bruciate ed ecosistemi distrutti in modo irreversibile, con la conseguente distruzione dei mezzi di sussistenza delle popolazioni indigene. Troppo spesso, ciò è accaduto senza che i consumatori lo sapessero”
Più di 250 rappresentanti di paesi produttori e consumatori di prodotti legati alla deforestazione, tra cui ONG e popolazioni indigene, si sono trovati a Londra per discutere come ridurre la deforestazione legata alle filiere di olio di palma, soia, carne, caffè, cacao, gomma.

L’occasione è offerta dall’implementazione del nuovo Regolamento europeo sulla deforestazione, approvato dal Parlamento europeo, secondo il quale le aziende potranno vendere nell’UE solo i prodotti il cui fornitore abbia rilasciato una dichiarazione di due diligence che attesti che il prodotto  non proviene da terreni deforestati e non ha contribuito al degrado delle foreste, dopo il 31 dicembre 2020.

La due diligence comporta una geolocalizzazione delle aree di produzione, uno studio del rischio e una sua mitigazione. Nel caso che il rischio non sia trascurabile, i prodotti non potranno essere venduti in Europa. Sembra facile ma è in realtà molto complesso da attuare.

International meeting on deforestation
Quali sfide attendono il Regolamento europeo sulla deforestazione?
Ho partecipato ai tavoli tecnici sul cacao e sul caffè, prodotti che insieme a olio di palma e pellami, di cui l’Italia è un rilevante importatore in Europa, saranno oggetto di valutazione del rischio di deforestazione

Dalle due giornate di intenso lavoro e dialogo sull’applicazione del regolamento europeo, sono emerse alcune sfide e possibili soluzioni.

Ho partecipato ai tavoli tecnici sul cacao e sul caffè, prodotti che insieme a olio di palma e pellami, di cui l’Italia è un rilevante importatore in Europa, saranno oggetto di valutazione del rischio di deforestazione.  Dalle due giornate di intenso lavoro e dialogo sulle sfide che l’applicazione del regolamento europeo pone, sono emersi alcune sfide e possibili soluzioni.

Tracciabilità
Come tracciare le produzioni, spesso frammentate in piccole produzioni, lontane dai centri di raccolta e consumo?

Tra le opzioni favorite c’è l’utilizzo del QR Code che identifichi il perimetro della zona di coltivazione e i cambiamenti d’uso del suolo.

Se questo può essere un ottimo strumento per la produzioni in grande scala di soia, come in Brasile e di olio di palma, in Indonesia, è molto più complesso da attuare  per produzioni come il caffè in Papua Nuova Guinea e il cacao in Ghana,  frammentate in un mosaico di   piccole  produzioni.

La società di consulenza britannica EFECA  all’inizio dell’estate pubblicherà un report di valutazione di 90 sistemi di tracciabilità già esistenti.

Qualità e proprietà dei dati
L’origine e la qualità dei dati, la loro accuratezza, il loro accesso e proprietà, i costi, saranno elementi cruciali nell’implementazione.

C’è accordo condiviso che coltivatori e agricoltori siano proprietari dei dati, come elemento fondamentale di equità economica e sociale.

Costi
Non è ancora chiaro come saranno distribuiti i costi del nuovo regolamento, ma c’è stato accordo condiviso che non debbano ricadere sulle comunità di agricoltori.

Incentivi specifici potrebbero essere previsti per supportare delle filiere tracciabili e trasparenti.

La finanza internazionale attraverso obbligazioni verdi, donatori, incentivi nazionali possono essere tra i meccanismi da adottare per finanziare i costi dell’implementazione, soprattutto nei paesi produttori. tracciabili.

Ruolo delle donne
Durante le plenarie e le discussioni tematiche, ho ascoltato e conosciuto donne influenti, carismatiche e molto impegnate che giocheranno un ruolo chiave su vari fronti.

Tra queste, Robie Halip, rappresentante per i diritti umani delle popolazioni indigene filippine, Kathy Ortiz dell’associazione ecuadoregna  Pro Amazonìa, che lavora con gli agricoltori in foresta, Elena Massarenti, esperta di filiere sostenibile per Etifor. Le donne avranno un ruolo chiave nell’implementazione del Regolamento.

Inclusione dei piccoli agricoltori
Affrontare la deforestazione rappresenta un’opportunità unica per condividere con comunità agricole e piccoli coltivatori i benefici.

Tra questi ci sono Ridurre la la riduzione  del degrado forestale, una maggiora trasparenza sui prezzi  riconosciuti ai piccoli agricoltori,   possibilità di integrare il reddito con altri prodotti forestali e medicinali. Non da ultimo la conservazione delle forsete esistsneti  potrà garantire delle condizioni di vita migliori  per le popolazioni native che tradizionalmente dipendono dalla foresta.

Innovazione
Si sono discusse le tante opportunità che l’innovazione digitale offre

Apps, QR codes, banche dati multiple e complementari, utilizzo di dati satellitari, formato di utilizzo. Senza dubbio svolgeranno un ruolo chiave nella tracciabilità della filiere ma anche nel coinvolgimento dei coltivatori e nella collaborazione tra i tanti attori delle filiere.

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